Si può guidare l’auto di un’altra persona? Cosa dice il codice della strada

Come vedremo nel nostro articolo di oggi, si può guidare l’auto di un’altra persona ma solo nel rispetto delle regole che assicurano trasparenza e responsabilità. Le norme in merito hanno una funzione di equilibrio poiché da un lato permettono agli automobilisti di guidare senza eccessive complicazioni, dall’altro garantiscono la tracciabilità in caso di incidenti o multe.
Il Codice della Strada e le regole assicurative stabiliscono un quadro chiaro che permette libertà di movimento e allo stesso tempo tutela tutti i soggetti coinvolti. Guidare un’auto non propria è possibile e spesso pratico ma essere informati sulle regole è fondamentale per evitare sanzioni e viaggiare sereni.

INDICE

1. Quando si può guidare l’auto di un’altra persona? ⇧

Il Codice della Strada storicamente non ha posto un divieto assoluto e guidare la vettura intestata a un altro era possibile purché:

  • il veicolo fosse regolarmente immatricolato, assicurato e revisionato;
  • chi lo conduceva fosse in possesso di una patente valida e non sottoposta a sospensione o revoca.

In questi casi la guida era consentita senza particolari formalità. Negli ultimi anni però sono intervenuti alcuni aggiornamenti normativi. Dal 2014 è entrato in vigore l’obbligo di registrare al PRA (Pubblico Registro Automobilistico) la disponibilità del veicolo a favore di un soggetto diverso dall’intestatario, se questa supera i 30 giorni. Chi non rispetta tale regola è soggetto a sanzioni amministrative che vanno da 700 euro circa fino a oltre 3 mila euro.

Tale disposizione ha l’obiettivo di contrastare frodi assicurative, elusioni fiscali o difficoltà nell’individuare chi commette un’infrazione. Se invece vi è utilizzo saltuario o occasionale, continua a non essere richiesta alcuna formalità aggiuntiva.

2. A cosa servono le regole sulla guida di auto intestate ad altri ⇧

Molti automobilisti si chiedono perché la legge intervenga in materia. Le ragioni sono numerose e legate sia alla sicurezza che alla responsabilità giuridica. Il Codice della Strada, insieme alla normativa civile e assicurativa, mira a evitare zone d’ombra che potrebbero creare contenziosi o difficoltà interpretative. Le regole hanno lo scopo di proteggere diversi soggetti:

  1. il proprietario del veicolo, che potrebbe essere chiamato a rispondere per infrazioni mai commesse;
  2. le compagnie assicurative, che hanno bisogno di sapere chi utilizza stabilmente il mezzo per calcolare correttamente il rischio assicurativo;
  3. le autorità, che devono risalire in modo immediato a chi si trovava alla guida in caso di incidenti o violazioni.

Attenzione alle responsabilità legali ed economiche

Guidare un veicolo intestato a un’altra persona comporta sempre una serie di responsabilità che non vanno sottovalutate. Anche se la legge consente la guida occasionale, è importante ricordare che in caso di incidente o di danno, le conseguenze non ricadono solo sul conducente. Il proprietario del veicolo, infatti, potrebbe dover affrontare risvolti legali o economici, come il ricevimento delle multe o l’aumento del premio assicurativo. L’assicurazione copre normalmente i sinistri causati da un conducente autorizzato ma ciò non esclude il rischio di una rivalsa da parte della compagnia o la perdita delle agevolazioni maturate dal titolare della polizza. In altre parole, ogni comportamento scorretto al volante può generare conseguenze che vanno oltre la responsabilità immediata del guidatore. Ciò incide anche sulla serenità economica e giuridica di chi ha messo a disposizione il proprio mezzo. Per questo motivo, prima di chiedere o concedere l’uso di un’auto, è sempre opportuno chiarire i termini dell’assicurazione e agire con piena consapevolezza delle possibili implicazioni.

3. Cosa succede se guido una macchina non intestata a me? ⇧

Arriviamo al punto più concreto ovvero, all’atto pratico, cosa succede se ti fermano con una macchina intestata ad altra persona? In linea generale non accade nulla di anomalo, purché l’auto sia in regola e tu abbia una patente valida. Devi solo presentare patente, libretto di circolazione e certificato di assicurazione. Non è richiesta la delega scritta, se si tratta di un utilizzo saltuario. Tuttavia, la situazione cambia se l’utilizzo non è più sporadico ma continuativo. Se ad esempio una persona guida per mesi l’auto di un amico, si ricade nel suddetto obbligo di comunicazione al PRA. Inoltre, bisogna prestare molta attenzione alla polizza assicurativa, infatti alcune RC Auto prevedono clausole restrittive come la guida esclusiva (solo il contraente può guidare) o la guida esperta (solo soggetti con più di 26 anni). In caso di violazione di tali clausole, l’assicurazione può esercitare il diritto di rivalsa, chiedendo al conducente il rimborso di quanto pagato.

4. Guida da parte di familiari e conviventi ⇧

Un discorso a parte riguarda i familiari e le persone conviventi con il proprietario del veicolo. Se il conducente è un familiare convivente del proprietario (es. coniuge o figlio), può guidare l’auto senza limiti di tempo e senza obbligo di comunicazione al PRA o alla Motorizzazione.  Durante i controlli, infatti, le autorità possono verificare attraverso i registri anagrafici la relazione tra intestatario e conducente, confermando la liceità della guida. Ciò significa che un coniuge può liberamente usare la macchina dell’altro, così come i figli possono utilizzare l’auto dei genitori, purché siano titolari di patente valida.

Se invece il familiare non è convivente (ad esempio un figlio o un genitore che vive per conto suo), può usare l’auto per un massimo di 30 giorni consecutivi. Oltre questo termine, serve comunicare il conducente abituale alla Motorizzazione Civile compilando il modulo TT2119, accompagnato da una dichiarazione del proprietario. In caso contrario, si rischiano sanzioni da 727 a 3.629 euro e il ritiro della carta di circolazione (art. 94, comma 4-bis, Codice della Strada).

Resta però una limitazione importante per i neopatentati. La normativa italiana prevede vincoli stringenti sulla potenza delle vetture che possono essere guidate da chi ha preso la patente da meno di un anno. In particolare, non è consentita la guida di auto con un rapporto peso/potenza superiore a 55 kW per tonnellata o in alternativa con potenza complessiva superiore a 70 kW (circa 95 cavalli). Questi limiti, che riguardano anche veicoli elettrici e ibridi, sono stati introdotti per ridurre i rischi alla guida di chi non ha ancora esperienza sufficiente.

5. Cosa succede se guido una macchina noleggiata non intestata a me? ⇧

Le regole cambiano radicalmente nel caso delle auto a noleggio. In questo scenario bisogna attenersi scrupolosamente al contratto sottoscritto. Le società di noleggio indicano con precisione i nominativi dei conducenti autorizzati. Se al momento della stipula si indica solo una persona, nessun altro può guidare. Inserire un conducente aggiuntivo è possibile ma comporta un costo extra. Se si viola questa regola, in caso di incidente l’assicurazione collegata al noleggio può rifiutare la copertura, scaricando tutte le responsabilità economiche su chi era alla guida. Non si tratta quindi solo di un problema formale ma di un rischio concreto di dover pagare danni molto elevati.